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13 Febbraio 2026Certificazione Unica 2026: Guida Completa a Scadenze, Novità e Sanzioni

In questo articolo andiamo a riassumere i pilastri fondamentali per datori di lavoro e consulenti in merito alla Certificazione Unica 2026: scadenze, novità normative e il regime sanzionatorio.
Ecco un riassunto dei punti principali:
1. Le Scadenze per il 2026
Il calendario ricalca quello degli anni precedenti, con una data chiave da segnare in rosso:
- 16 marzo 2026: è il termine ultimo sia per l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate (per le certificazioni contenenti dati necessari per la dichiarazione precompilata), sia per la consegna del modello sintetico al lavoratore (dipendente o autonomo).
- 31 ottobre 2026: termine per l’invio delle certificazioni che contengono esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili tramite precompilata (es. redditi di lavoro autonomo professionale).
2. Le Novità del Modello 2026 (Redditi 2025)
L’articolo evidenzia i cambiamenti legati alla riforma fiscale e alle misure temporanee:
- Riforma IRPEF: recepimento degli scaglioni e delle aliquote vigenti nel 2025 (accorpamento del primo e secondo scaglione al 23% fino a 28.000 euro).
- Fringe Benefit: gestione delle soglie di esenzione differenziate (1.000 euro per la generalità dei dipendenti e 2.000 euro per chi ha figli a carico).
- Bonus Natale (100 euro): indicazione del bonus erogato ai lavoratori dipendenti che ne hanno fatto richiesta (previsto dal D.L. Omnibus).
- Trattamento integrativo: conferme e modalità di calcolo per il bonus (ex Bonus Renzi) in base ai nuovi limiti di reddito.
- Sgravio contributivo mamme: monitoraggio dell’esonero previsto per le lavoratrici con figli.
3. Sanzioni
Il regime sanzionatorio resta rigoroso per incentivare la correttezza dei dati nella fase della “precompilata”:
- 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata.
- In caso di errata trasmissione, la sanzione non si applica se la correzione avviene entro 5 giorni dalla scadenza.
- Se la correzione avviene entro 60 giorni, la sanzione è ridotta a un terzo (circa 33,33 euro per certificazione), con un tetto massimo che può arrivare a 50.000 euro per sostituto d’imposta.
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