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27 Gennaio 2026

Retribuzioni 2025: i salari tornano a crescere oltre l’inflazione

30 Gennaio 2026

Il 2025 segna un punto di svolta per il mercato del lavoro italiano: per la prima volta dopo il periodo post-pandemico, le retribuzioni contrattuali hanno registrato una crescita superiore all’aumento dei prezzi, permettendo un parziale recupero del potere d’acquisto dei lavoratori.

1. I DATI GENERALI DEL 2025

Secondo le rilevazioni Istat, nella media dell’anno 2025 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate del 3,1%. Questo incremento è particolarmente significativo se rapportato all’inflazione (indice IPCA), che nello stesso periodo si è attestata al +1,7%. A dicembre 2025, la variazione tendenziale (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) è stata del +2,9%.

2. ANALISI PER SETTORE

La crescita dei salari non è stata uniforme, con dinamiche differenti tra i vari comparti:

  • Settore Privato: ha visto un incremento medio del 3,2%. I risultati migliori si sono registrati nell’Agricoltura (+5,0%) e nell’Industria (+3,4%), mentre i servizi privati hanno segnato un +3,0%.
  • Pubblica Amministrazione: l’aumento è stato del 2,7%, una spinta dovuta principalmente al recepimento degli accordi relativi al triennio contrattuale 2022-2024.

3. GLI AUMENTI PIÙ SIGNIFICATIVI

L’Istat evidenzia picchi di crescita in settori specifici, spesso legati a rinnovi attesi da tempo:

  • I dipendenti dei Ministeri hanno registrato gli aumenti più elevati (+7,2%).
  • Seguono le Forze Armate (+6,9%) e i Vigili del Fuoco (+6,8%).
  • Al contrario, settori come le telecomunicazioni e le farmacie private non hanno registrato variazioni, restando in attesa di rinnovo.

4. STATO DEI CONTRATTI E ATTESE

Alla fine di dicembre 2025, la situazione della contrattazione collettiva è la seguente:

  • Sono in vigore 48 contratti nazionali, che coprono circa 7,6 milioni di dipendenti (il 57,8% della forza lavoro).
  • Circa 5,5 milioni di lavoratori (il 42,2%) sono invece ancora in attesa di rinnovo.
  • Il tempo medio di attesa per chi ha il contratto scaduto è leggermente migliorato, passando dai 19,7 mesi di inizio anno ai 18,9 mesi di fine dicembre.

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