Modello di Richiesta del Lavoratore: Trasparenza salariale (Direttiva UE 2023/970)Modello di Richiesta del Lavoratore: Trasparenza salariale (Direttiva UE 2023/970)Modello di Richiesta del Lavoratore: Trasparenza salariale (Direttiva UE 2023/970)Modello di Richiesta del Lavoratore: Trasparenza salariale (Direttiva UE 2023/970)
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22 Maggio 2026

Modello di Richiesta del Lavoratore: Trasparenza salariale (Direttiva UE 2023/970)

29 Maggio 2026

In linea con la Direttiva Europea sulla Trasparenza Salariale (Direttiva UE 2023/970), i lavoratori hanno il diritto di richiedere e ricevere informazioni scritte sul proprio livello retributivo e sui livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, per le categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.

Non esiste ancora un modulo unico ministeriale “standard”, ma la richiesta va presentata formalmente in forma scritta (tramite PEC, Raccomandata A/R o consegna a mano firmata per ricevuta) all’ufficio Risorse Umane (HR) o al datore di lavoro.

Ecco un modello pronto all’uso che il lavoratore può personalizzare e inviare:

Modello di Richiesta Informazioni sulla Trasparenza Salariale

Al Datore di Lavoro / Spett.le Ufficio Risorse Umane Azienda: [Nome Azienda/Studio] Via/Piazza: [Indirizzo Azienda] Inviato via: PEC / Raccomandata A/R / Consegna a mano

Oggetto: Richiesta di informazioni sui livelli retributivi ai sensi della Direttiva sulla Trasparenza Salariale (Direttiva UE 2023/970)

Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome del Lavoratore], nato/a a [Luogo di Nascita] il [Data di Nascita], residente in [Indirizzo di Residenza], codice fiscale [Codice Fiscale], in forza presso codesta azienda dal [Data di Assunzione] con la qualifica di [Tua Qualifica/Mansione, es. Impiegato Amministrativo] e inquadrato/a al livello [Tuo Livello] del CCNL [Nome del CCNL applicato, es. Commercio/Metalmeccanici],

PREMESSO CHE

  • La Direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 maggio 2023, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, sancisce il diritto fondamentale dei lavoratori all’informazione e alla trasparenza retributiva;
  • Ai sensi della normativa vigente, i lavoratori hanno il diritto di richiedere e ricevere informazioni scritte sul proprio livello retributivo individuale e sui livelli retributivi medi dell’azienda, suddivisi per sesso, per le categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore;

RICHIEDE

a codesta azienda/studio, in persona del legale rappresentante pro tempore o del responsabile delle risorse umane, di fornire in forma scritta le seguenti informazioni aggiornate:

  1. Il proprio livello retributivo individuale, dettagliando le componenti fisse, variabili ed eventuali benefit o indennità corrisposte;
  2. I livelli retributivi medi, aggregati e ripartiti per sesso (uomini/donne), relativi alla categoria di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore a quello dello/a scrivente all’interno della struttura aziendale.

Si richiede che tale riscontro avvenga entro i termini previsti dalla normativa recepito (di norma entro due mesi dalla presente richiesta), garantendo che i dati vengano forniti in modo chiaro, comprensibile e nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali (GDPR).

Restando in attesa di un vostro riscontro, porgo cordiali saluti.

[Luogo], il [Data di oggi]

Firma del lavoratore

(In caso di consegna a mano) Per ricevuta e accettazione (Timbro e Firma del Datore di lavoro/HR):

___________________________ Data: //_____

Consigli utili per il lavoratore:

  • Specificare il lavoro di pari valore: Se in azienda non ci sono colleghi con la stessa identica mansione, il confronto va fatto con chi ricopre lo stesso livello di inquadramento contrattuale (CCNL) o svolge mansioni con competenze e responsabilità analoghe.
  • Riservatezza: La legge tutela il lavoratore: il datore di lavoro non può imporre vincoli di segretezza sulle informazioni ricevute, se queste servono al lavoratore per far valere il proprio diritto alla parità salariale.
  • I tempi: L’azienda è tenuta a rispondere entro un termine massimo (solitamente 2 mesi dalla ricezione della richiesta).

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